Dialoghi bucolici #2
Famiglia Scintilla teme che la giovin Violetta rimanga eternamente spaiata. A titolo esemplificativo, si riporta uno scambio di sms tra la blogger e Madre.
Madre: Come va?
Viola: Sono a pranzo con due assassini e un giornalista.
Madre: Bello! Saranno giovani e carini, spero.
«[...] Dopo una notte insonne, l'Autrice si raffigura strappata ad un momentaneo torpore da una misteriosa telefonata che, fra il sogno e la realtà, le appare provenire da remoti antenati, che annunciano la morte del Musico Chiaro, una sorta di messaggero di pace che cantò in epoche ormai dimenticate Noi siamo il mondo. La giornata, funestata da quest'evento, prosegue con l'apparizione dell'ambigua figura dell'Avido Intermediario, che, appostatosi sotto la sua casa, cerca di convincerla a radunare i suoi beni e a tasportarli nel Nuovo Paradiso, un luogo di delizie descritto con i toni del meraviglioso e del fantastico. La Scintilla, dubbiosa dell'offerta, avvicinatasi all'individuo, trova conferma ai suoi sospetti quando avverte un effluvio mortifero che descriverà con l'agghiacciante locuzione dopobarba cheap [...]»

Milano, 5 aprile 2008. Viola Scintilla ha cambiato lavoro, s'è fatta il tumblr, ha scoperto la California Bakery e necessita di un nuovo alloggio a partire dal prossimo primo luglio. Vorrebbe approfondire ognuna di queste notizie ma ha la pigrizia narrativa, oltreché la pinguetudine invernale.

Milano, 18 febbraio 2009. Viola Scintilla non è soltanto colta, flessuosa, ironica, dotata di spiccato talento artistico, di uno straordinario senso del colore e di innata modestia: Viola Scintilla sa anche cucinare. "In tre giorni ho preparato tre piatti eccellenti", si è bullata la blogger, che la scorsa domenica ha bruscamente interrotto la propria alimentazione a base di bastoncini di pesce, succo d'arancia e mozzarelle di bufala. Presa dall'istinto domestico che talvolta, inspiegabilmente, la travolge, Violetta si è data alla produzione di un sublime tortino salato e di muffin al cioccolato così vicini alla perfezione da essersi volatilizzati, non appena sfornati, per raggiungere l'Empireo: almeno, è lì che a Violetta piace immaginarli, piuttosto che tra le fauci delle sue coinquiline.
Nella serata di ieri, la blogger ha confermato la propria vocazione culinaria preparando gli gnudi, una sorta di gnocchi di verdure che si professano di origini toscane e che avevano colpito l'attenzione di Violetta poiché un prestigioso (ma brutto) mensile femminile li aveva inclusi in un servizio intitolato Ricette povere ma che fanno la loro porca figura. Barricatasi in cucina, Viola Scintilla ha meticolosamente seguito le istruzioni per la preparazione del piatto, che comprendevano la creazione di polpettine con un impasto irrimediabilmente molliccio: i potenziali gnudi, a metà del lavoro, avevano la lieve tinta delle erbette marzoline e il peso specifico di un cannone dell'Invencible Armada. "Quando li ho buttati nell'acqua bollente, ho creduto che non sarebbero mai tornati a galla e che avrebbero terminato la loro breve vita come la più grande incrostazione mai formatasi sul fondo di una pentola d'acciaio", ha confessato Violetta. "Nel momento in cui sono affiorati, ancora inaspettatamente separati l'uno dall'altro, mi sono sentita appena meno figa di Ettore Bocchia".
Gli gnudi, una volta scolati e opportunamente conditi, sono stati ingollati dalla blogger con prevedibile voracità ma con lucido senso critico. La ricetta originaria è stata ritenuta passibile di alcuni miglioramenti, tanto per gli ingredienti dell'impasto che per la presentazione scenica del piatto. Dall'esperienza, la blogger ha altresì appreso che i tempi di preparazione indicati sulle ricette non comprendono le ore necessarie alla successiva pulizia della cucina.
In via del Campo ci va Violetta
Milano, 16 gennaio 2009. Viola Scintilla porterà la propria asocialità a Genova, in Via del Camp. “Non ho mai partecipato a un barcamp prima d’ora”, ha dichiarato la blogger con un tono di viva curiosità e, al contempo, con gli occhietti miopi sbarrati dal terrore. Per via delle sue scarse doti relazionali, Violetta non è certamente un esemplare adatto a questo genere di iniziative ma, come lei stessa spiega, “nella presentazione del camp ho captato con particolare chiarezza il concetto focaccia: è questa la principale ragione per cui il mio nome adesso figura nell’elenco dei partecipanti”.
Coloro che avessero la morbosa e immotivata curiosità di riconoscere Violetta in mezzo alla comitiva di Via del Camp, potranno facilmente identificarla come la pallida animalunga che chiude la fila facendo finta di non essere lì, ché non conosce nessuno e si vergogna tantissimo. Coloro che, invece, partecipassero all’iniziativa e temessero di avere abilità sociali inferiori a quelle di Viola Scintilla, sono pregati di contattare la blogger, sempre lieta di avere a che fare con chi sia messo peggio di lei e, eventualmente, sfotterlo.
Sono finti
ma comunque sono molto belli.
Eremo, 30 novembre 2008. Incidente aereo, rissa e sesso estremo: queste le tre cause che Viola Scintilla addurrà, a seconda delle situazioni, per giustificare la perdita del proprio canino superiore sinistro. “A quanto pare, tra pochi giorni me lo caveranno”, ha confessato la blogger, che nel fine settimana ha attraversato con precocità e rapidità le cinque fasi del lutto odontoiatrico: dopo la negazione del problema, Viola è passata a sfogare la sua rabbia contro un dentista incompetente e sadico, da lei ritenuto colpevole del danno al canino. Per alcune ore, poi, la blogger è stata tormentata dai sensi di colpa e si è accusata di incoscienza per ogni volta in cui si è nutrita di noci, cereali e biscotti senza averli preventivamente tritati. Infine, Viola è sprofondata nella depressione, si è rinchiusa nella propria stanza e ha lanciato strazianti addii alle amiche più care: “Non sorriderò né proferirò più parola. Al lavoro sarò mobbizzata e nessun maschio della nostra specie mi chiederà mai più di uscire. Se vorrete smettere di frequentarmi nei luoghi pubblici, sorelle, vi capirò”, ha scritto in una toccante e-mail, ricevendo in risposta soltanto valanghe di palline gialle dai tratti antropomorfi colte nell'istante in cui si rotolano emettendo risate.
Dopo essersi servita di un pennarello nero per tinteggiare un altrui canino superiore sinistro ed aver così stabilito che l’assenza di quel dente non si nota molto, se si tiene la bocca chiusa, Viola Scintilla ha incassato il colpo: ha preso atto che le sue relazioni sociali saranno irrimediabilmente compromesse e ha elaborato tre diverse risposte (incidente aereo, rissa e sesso estremo, come suddetto) con cui fronteggiare i curiosi umani che vorranno conoscere i dettagli del suo dramma. Le tre opzioni le daranno modo di improvvisare in ogni occasione racconti attraverso i quali potrà riscattarsi dall’aura della sfiga (aura che il racconto di un banale ascesso degenerato evocherebbe sicuramente) e, di volta in volta, potrà dipingersi come un personaggio eroico, travagliato e interessantissimo.
Chiunque volesse confortare Viola Scintilla elogiando i risultati della scienza nel campo degli impianti, dei ponti e dei denti farlocchi e chiunque volesse motivarla facendo ricorso alla divertentissima figura del topino dei dentini caduti, è ringraziato fin d’ora per il premuroso pensiero ma è altresì pregato di farsi i fatti propri.
Foto fatte male
Joan as Police Woman @ MusicDrome
(che non vi passi per la testa di cliccarvi sopra)
You better watch out
You better not cry
Milano, 27 novembre 2008. Viola Scintilla si è bruciata il cervello ed è ufficialmente entrata in clima natalizio. Dopo aver a lungo deprecato l'avvento dei panettoni nei supermercati e la comparsa di illuminazioni urbane dalle sembianze di agrifoglio, qualche settimana fa la blogger aveva dato un primo segno di squilibrio intonando Jingle Bells e sfogliando con gioia uno dei suoi testi di riferimento. Con lo scorso weekend, in cui Viola ha inaugurato la lunga stagione delle cioccolate con panna e ha pascolato per il centro alla ricerca di alcuni non-regali, la blogger ha definitivamente perso la ragione: ha tirato fuori dai cassetti tutti i capi d'abbigliamento rossi e ha preso a imbrattare ogni foglio che le capiti sottomano con sagome di alci.
"Da qualche anno ho scoperto che l'alce è il vero simbolo del Natale", ha dichiarato la blogger da sotto il paraorecchi che sogna di ricevere da Babbo Natale ma che, al momento, è soltanto una proiezione della sua fantasia, "e vorrei lanciare un appello. Se sei un vetrinista della Coin e se il tuo passato fa di te una persona spregevole, ti offro un'occasione di riscatto: il 7 gennaio, quando sgombererai gli allestimenti delle feste, porta a casa mia uno dei pupazzi dell'alce innevata che muove la testa. Ho una stanza grande, l'alce si troverà benissimo e io le darò tutto l'affetto e i licheni di cui ha bisogno. Tu, vetrinista, otterrai la mia eterna riconoscenza e, con questo gesto, monderai le colpe del tuo passato".
Questa sera, soltanto in occasione del concerto di Giovanna La Poliziotta, Violetta si priverà del proprio adorato maglione con le alci. Riprenderà a indossarlo domani, quando potrà finalmente canalizzare tutte le proprie energie nella progettazione di decorazioni in feltro e nel perfezionamento della ricetta dei suoi biscotti allo zenzero alciformi.
Famiglia Scintilla è molto apprensiva
ma Violetta sa come gestirla.
(missiva consegnata a mano)
Gentile Famiglia,
come da Voi imposto, con la presente Vi vengono resi noti i contatti telefonici delle nuove coinquiline della Vostra Prole. Si coglie altresì l’occasione per rendervi noti le condizioni e i termini di utilizzo dei numeri in questione che, come ribadito negli incontri precedenti alla stesura di questa missiva, devono essere utilizzati solo in caso di reale e contingente emergenza, laddove per ‘emergenza’ si intende un'esplosione della rete fognaria le cui conseguenze siano già giunte al quarto piano del Vostro stabile e minaccino in maniera concreta le carabattole e i libri contenuti nella cameretta della Prole.
La Prole, da sempre dotata di uno spiccato senso pratico e normativo, Vi rende noto in queste righe che, qualora non fosse raggiungibile al proprio telefono cellulare, le cause sarebbero principalmente da rinvenirsi nelle seguenti occorrenze:
- La Prole c’ha da fare
- Il suo cellulare ha la batteria scarica
- Il suo cellulare si trova in una zona non coperta da segnale
- Il suo cellulare è stato accidentalmente privato della suoneria
- La Prole è caduta addormentata
- La Prole aveva così tanto da fare che, per la stanchezza, è caduta addormentata in una zona non coperta da segnale e il suo cellulare, accidentalmente privato della suoneria, ha al momento la batteria scarica.
Il verificarsi di circostanze quali attentati terroristici, morte per asfissia da gas provocata dal malfunzionamento della caldaia dei vicini, macellazione nel retro di un ristorante cinese e/o rapimento alieno risulta essere statisticamente meno probabile rispetto alle occorrenze appena elencate. Vi si pregherebbe dunque di ricorrere al buon senso prima di allarmarvi, di contattare le giovini coabitanti della Prole e di allertare tutti i numeri di emergenza e soccorso con i quali, come assodato nel corso di precedenti episodi, sarebbe quantomeno imbarazzante relazionarsi.
Vi si consente di sviluppare una lieve forma di preoccupazione e di fare ricorso ai numeri telefonici qui forniti allorché non si abbiano notizie (nemmeno via sms) circa lo stato di salute della Prole per più di 14 ore ma, per potersi servire di questa condizione, le 14 ore non devono essere considerate nella fascia che va dalle 0.00 alle 14.00 di un giorno non lavorativo.
In caso si abbiano fondate motivazioni per sospettare un avvenuto rapimento della Prole, laddove per ‘fondate motivazioni’ si intendono la ricezione di richieste di riscatto e di almeno un lobo inequivocabilmente appartenuto alla Prole, Vi è consentito fare ricorso ai numeri qui forniti in modo tale da ricostruire gli ultimi spostamenti della Prole stessa. Siete però pregati di ponderare a lungo l’opportunità di coinvolgere le Forze dell’Ordine poiché l’ipotetico rapitore della Prole (il quale esterna con atti criminosi il proprio disagio psicosociale) potrebbe candidarsi al ruolo di potenziale fidanzato della Prole (la quale, come noto, predilige coloro che esternano qualche forma di disagio e sociopatia preferibilmente unite a paranoia, egocentrismo, incipiente calvizie).
Dovete infine considerare che, se non raggiungibile al proprio cellulare, la Prole potrebbe aver scelto la via dell’allontanamento volontario, laddove per ‘allontanamento volontario’ si intende che le avete rotto i coglioni e che, finalmente, quel progetto di aprire un chiosco in Jamaica ha avuto modo di concretizzarsi. Qualora necessitaste di prove per avvalorare l’ipotesi della fuga intenzionale, potrete ricorrere ai numeri di telefono delle coabitanti della Prole e chiedere loro di controllare l’assenza, nell’abitazione della Prole, delle lenti a contatto e dei guanti di lana senza i quali la Prole non si metterebbe mai in movimento, nemmeno verso la Jamaica.
Al fine di evitare fenomeni di isteria familiare collettiva (che, come dimostrano recenti ricerche, si diffondono in modo virale), in caso di prolungata assenza di contatti con la Prole, i membri della Famiglia sono pregati di non stare a stretto contatto tra loro e di non telefonarsi con inaudita frequenza. Come già precedentemente suggerito, alla Famiglia è vivamente consigliata l’adozione di un esemplare canino al fine di tenersi occupata e di canalizzare sull'animale le ansie al momento focalizzate sulla Prole.
Ricordiamo infine che potrebbero verificarsi brevi lassi temporali in cui la Prole è intenzionalmente non raggiungibile e che anche la Prole, talvolta, va al bagno.
Cordialità.